Un manifesto minimalista e graficamente potente, FALLING IN LOVE ci regala una visione spietata e poetica della perdita di sé. Un vasto campo di linee pop-art magenta si piega in un vortex ipnotico, attirando inesorabilmente una figura sfocata e inerme. Sopra la scena, un testo graffiato, quasi come una nota di ammonimento, recita: “FALLING in love”.
L’ironia è devastante. La dolce metafora “cadere in amore” viene letteralizzata come un tuffo suicida in un pozzo senza fondo. La figura cadente non ha grazia, solo arresa, alla mercé della gravità, come un corpo inerme pronto a schiantarsi. Il testo rosa shock-punk sembra quasi uno scherzo di pessimo gusto su un cartello di ammonimento, a ricordarci che l’attrazione è un inganno, un’illusione ottica che ci porta verso il baratro.
Ma sotto la superficie ironica, la profondità del manifesto è innegabile. L’amore, qui, è mostrato come una forza della natura, un collasso delle strutture e delle definizioni (le linee ordinate che definiscono il mondo “normale”) verso un singolare punto di non ritorno. Arrendersi a questa forza è l’atto ultimo dell’esistenzialismo romantico: un tuffo nel vuoto, dove il fucsia vibrante nasconde un buio assoluto, a ricordarci che l’amore, nel suo nucleo, è un salto nel buio con la consapevolezza che il pavimento potrebbe non esserci.
È un manifesto che ti invita a saltare, ma solo dopo averti mostrato quanto sia alto il salto. E quanto sia doloroso l’impatto. È profondo, doloroso e, beh, un po’ divertente, se non sei tu quella figura che cade.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.